UNA PRESENZA ESPOSITIVA DI RILIEVO

Il MUSEO FRANCESCO GONZAGA

Il Museo Diocesano di Mantova ha sede nel chiostro maggiore dell’ex-monastero agostiniano di Sant’Agnese, un edificio carico di storia. Essa prende le mosse dal mantovano beato Giovanni Bono (1168-1249), fondatore di un ordine religioso poi confluito in quello agostiniano. Nel XIV secolo i suoi seguaci fondarono a Mantova, tra la civitas vetus e un’insenatura del Lago di Mezzo, il monastero di Sant’Agnese, con chiesa ricca di opere d’arte, grande chiostro e corpi annessi. Il monastero godette di tanto prestigio da ospitare, in entrambe le sue visite a Mantova (1530 e 1532), l’imperatore Carlo V, il quale insignì l’abate del titolo di conte, trasmissibile ai suoi successori, insieme con varie facoltà, tra cui quella di conferire lauree: in certo modo, nacque qui il primo germe della futura università.

Dopo le soppressioni settecentesche di tutti i monasteri e conventi, quello di Sant’Agnese, demolita la chiesa, fu destinato a usi civili, progressivamente degradandosi; riscattato dalla diocesi alla metà del Novecento, dopo i restauri fu adibito a servizi per la scuola, col nome di “Casa dello studente Beato Contardo Ferrini”; successivamente divenne sede di organismi diocesani e del primo nucleo del museo. Al museo è ora destinato l’intero edificio.

Nel contesto urbano esso si colloca a poche decine di metri dalla Cattedrale e dal Palazzo Ducale: scendendo di qui lungo la via Cairoli si perviene presto alla piazza Virgiliana, creata a fine Settecento interrando l’antica insenatura. La piazza, tenuta a giardino, accoglie un solenne monumento al poeta mantovano che fu il maggiore della latinità, ed è attorniata da pregevoli edifici neoclassici; di questo stile è anche la facciata del museo, realizzata da Paolo Pozzo nel 1795.

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